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Basket Italia: Intervista al coach dell’Italia Pianigiani !

Sport.it intervista Simone Pianigiani : Qual è lo spirito con cui l’Italia affronta il periodo di preparazione e, successivamente, le partite dell’Europeo?

Lo spirito è lo stesso per entrambi gli appuntamenti: nella nostra programmazione non c’è un momento in cui essere più pronti rispetto ad altri. Il gruppo è nuovo, il nostro obiettivo è quello di crescere insieme. Abbiamo grande voglia di costruire qualcosa di importante, dobbiamo metterci positività ed entusiasmo, da oggi fino all’Europeo. Sono convinto che non avremo grandi chances di vincere o di qualificarci al torneo preolimpico, ma abbiamo tanta voglia di provarci.

Dodici mesi fa l’Italia affrontava le gare di qualificazione agli Europei, oggi prepara l’evento in Lituania. Che cosa è cambiato nella preparazione rispetto alla scorsa estate?

Ripartiamo da ciò che di positivo abbiamo realizzato lo scorso anno. Da un lato ora dobbiamo evolvere dal punto di vista tecnico, anche perché inseriamo giocatori importanti che dodici mesi fa non c’erano, come Danilo Gallinari. Poi dobbiamo senz’altro abituarci a un livello di competizione più duro: agli Europei affronteremo squadre del massimo livello, il più alto al mondo dopo quello espresso dagli Stati Uniti. Anche per questo, giocheremo tantissime partite nel periodo di preparazione, vivendo ogni singolo confronto come un vero test, con l’obiettivo di fare un passo in avanti. Quest’estate ci confronteremo con un mondo abbastanza nuovo, perché non abbiamo un grande vissuto per affrontare queste competizioni. Giocheremo contro autentiche corazzate, affrontando ogni giorno squadre diverse, sempre più forti. Anche perché in Lituania giocheremo davvero ogni 24 ore: è questo il nuovo tipo di livello al quale vogliamo abituarci.

Consiglierebbe ai giocatori italiani che giocano in Nba di tornare in Europa durante il lockout?

Sono sicuro che ognuno di loro sa che cosa è meglio fare. Loro sanno meglio di tutti le aspettative delle loro franchigie, conoscono bene il mondo del basket americano, dove hanno dimostrato di sapersi muovere bene. Noi siamo contenti che siano aggregati con la Nazionale, anche perché considero l’esperienza che faremo insieme questa estate come un grande momento di crescita per loro. Partecipare a un evento come gli Europei non può che arricchire il loro bagaglio personale, ma finito l’Europeo ognuno di loro saprà scegliere al meglio la strada da intraprendere.

Analizzando il mercato in chiave azzurra, un campionato più competitivo potrà essere utile anche per la crescita della Nazionale?

Noi a Siena sembriamo così bravi da far apparire i nostri successi come semplici. Ma la verità è che il campionato italiano è molto più competitivo di quello che sembra o di ciò che noi abbiamo fatto apparire. Restare al vertice è duro per tutti, ci sono squadre che erano attrezzate per farlo e hanno fallito il loro obiettivo. Il campionato italiano, al pari di quello spagnolo, è uno dei più competitivi in Europa, sicuramente uno dei più duri.
Il discorso, però, difficilmente può essere traslato alla Nazionale, anche perché il campionato non esprime un numero altissimo di giocatori per la Nazionale. Lo si capisce al momento delle convocazioni: in pratica, tutti i migliori sono qui con me. Forse bisognerebbe operare per allargare la base, ma questo è un discorso molto più complesso da affrontare.

Quali prospettive offrono alla Nazionale maggiore le formazioni giovanili, come l’under 20?

L’under 20 sta dimostrando di avere grandi capacità, sicuramente in quella squadra ci sono giocatori che verranno utili anche per la Nazionale maggiore. Ma non ci vuole fretta, anche perché in questi anni la Nazionale non è stata specchio del movimento italiano. Ci sono 3-4 talenti nell’under 20 in cui confidiamo molto, ma questo non vuol dire che sfornare talenti ogni anno sia la regola del nostro basket. Così come avere tre italiani in Nba non significa avere un numero alto di giocatori capaci di fare la differenza in quel contesto.

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